Sistema Nazionale di Valutazione

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Rapporto di valutazione esterna

 

Scuola PAIC862005

ISTITUTO COMPRENSIVO I.C. MONTELEPRE-MANZONI

MONTELEPRE (PA)

 

 

Istituto Nazionale per la valutazione del sistema educativo di istruzione e di formazione







                        

Sommario

1       Presentazione. 3

1.1         Il Sistema Nazionale di Valutazione. 3

1.2         Gli scopi della valutazione esterna. 3

1.3         Le scuole valutate. 3

1.4         Il Nucleo di valutazione esterna. 4

1.5         La visita di valutazione. 4

1.6         La formulazione dei giudizi4

2       Il contesto. 6

3       Gli esiti degli studenti7

3.1         Risultati scolastici7

3.2         Risultati nelle prove standardizzate nazionali9

3.3         Competenze chiave europee. 11

3.4         Risultati a distanza. 13

4       I processi educativi e didattici15

4.1         Curricolo, progettazione e valutazione. 15

4.2         Ambiente di apprendimento. 18

4.3         Inclusione e differenziazione. 20

4.4         Continuità e orientamento. 22

5       I processi gestionali e organizzativi25

5.1         Orientamento strategico e organizzazione della scuola. 25

5.2         Sviluppo e valorizzazione delle risorse umane. 27

5.3         Integrazione con il territorio e rapporti con le famiglie. 29

5.4         Riflessioni generali sulla scuola. 31

6       Le priorità e gli obiettivi di miglioramento. 33

6.1         Priorità. 33

6.2         Obiettivi35

6.3         Considerazioni conclusive per la scuola. 37

 

 

 

 

1          Presentazione

1.1        Il Sistema Nazionale di Valutazione

La valutazione esterna delle scuole è definita dal Regolamento sul Sistema nazionale di valutazione in materia di istruzione e formazione (DPR n. 80/2013) e dai successivi provvedimenti attuativi.

Il procedimento di valutazione delle Istituzioni scolastiche prevede quattro fasi: l’autovalutazione, la valutazione esterna, la realizzazione delle azioni di miglioramento e, da ultimo, la condivisione, pubblicazione e diffusione dei risultati raggiunti (rendicontazione sociale).

A partire dall’anno scolastico 2014-2015 le scuole portano avanti un processo di autovalutazione, utilizzando come strumento di lavoro una specifica piattaforma messa a disposizione dal MIUR, che termina con l'elaborazione di un Rapporto di autovalutazione (RAV). Sulla base dei risultati dell'autovalutazione le scuole hanno predisposto e stanno attuando il Piano di Miglioramento (PdM). A partire da marzo 2016 è stata avviata la valutazione esterna delle scuole.

1.2        Gli scopi della valutazione esterna

Nell’ambito del Sistema Nazionale di Valutazione (SNV) la valutazione è orientata al miglioramento della scuola: gli esiti della valutazione esterna forniscono alle scuole elementi e indicazioni per la messa a punto, l’attuazione e/o la modifica dei Piani di miglioramento. Il termine miglioramento in questo contesto è usato per descrivere i processi che la scuola intraprende in un’ottica collaborativa con tutti i soggetti che ne fanno parte per innalzare i livelli di apprendimento degli studenti, la qualità dell’offerta formativa e l’innovazione degli ambienti di apprendimento. Gli esiti della valutazione esterna dovrebbero quindi favorire i meccanismi di dialogo e riflessione all’interno della scuola e attivare di conseguenza la partecipazione e il cambiamento a tutti i livelli dell’organizzazione scolastica per poter rispondere efficacemente ai bisogni formativi degli studenti.

La valutazione esterna quindi ha il compito di approfondire la lettura dei diversi aspetti dell’organizzazione scolastica e delle priorità sulle quali orientare il miglioramento, in un’ottica multi prospettica, favorita anche dal confronto tra la rappresentazione che la scuola si è data attraverso l’autovalutazione e quella fornita dai valutatori esterni.

1.3        Le scuole valutate

Le scuole che ricevono la visita di valutazione esterna sono individuate tramite un piano di campionamento casuale stratificato. La popolazione delle scuole è stata preliminarmente suddivisa in strati in base a livello di ordini di scuola (scuole primarie e secondarie di primo grado, scuole secondarie di secondo grado), livello di macro-area geografica (Nord, Centro e Sud) e livello regionale. Con questo sistema tutte le scuole all’interno del medesimo strato hanno uguale probabilità di essere selezionate. Nella definizione della popolazione di istituzioni scolastiche da sottoporre alle visite di valutazione esterna sono state considerate tutte le scuole statali, incluse le scuole annesse ad Istituto d’Arte, le scuole montane e isolane.

1.4        Il Nucleo di valutazione esterna

Le scuole sono valutate da un gruppo di esperti chiamato “nucleo di valutazione esterna” (NEV). Il NEV è composto da tre membri: un dirigente tecnico del MIUR, un esperto che proviene dalla scuola (dirigente scolastico o docente), e un esperto esterno al mondo della scuola, con esperienza nella ricerca sociale e valutativa o nell’ambito delle organizzazioni (ricercatore universitario, esperto nell’ambito della valutazione delle organizzazioni ecc.). La presenza di figure con profili ed esperienze diversi assicura una pluralità di punti di vista durante il processo valutativo e permette il confronto e l’integrazione tra diverse prospettive professionali.

1.5        La visita di valutazione

Il percorso di valutazione esterna è articolato in tre momenti: prima della visita a scuola il NEV legge e analizza i documenti e i dati sulla scuola; durante la visita il nucleo procede con la raccolta di dati e informazioni attraverso interviste, analisi di documenti e osservazione degli spazi; dopo la visita il nucleo formula i giudizi sulla scuola e le relative motivazioni, stende il rapporto di valutazione esterna e restituisce i risultati alla scuola.

La visita di valutazione esterna ha una durata di circa tre giorni e si articola di norma in questo modo: incontro iniziale con il dirigente scolastico, lo staff di dirigenza e il nucleo interno di valutazione; raccolta delle evidenze attraverso interviste individuali e di gruppo e esame della documentazione della scuola; visita e osservazione degli spazi della scuola; incontro conclusivo con il dirigente scolastico, lo staff di dirigenza e il nucleo interno di valutazione e breve comunicazione informale sugli esiti della visita.

Nel corso della visita le interviste hanno lo scopo di indagare il punto di vista delle diverse componenti della scuola: il dirigente scolastico e il direttore dei servizi generali e amministrativi (DSGA); i docenti con incarichi organizzativi o con responsabilità retribuite; i docenti disciplinari e di sostegno; il personale non docente (amministrativo, tecnico e ausiliario); gli studenti; i genitori. Accanto alle interviste individuali sono organizzate anche interviste di gruppo, che permettono di fare emergere la prospettiva della comunità professionale (intervista di gruppo con i docenti) e della comunità scolastica più ampia (intervista di gruppo con gli studenti, intervista di gruppo con i genitori).

La visita degli spazi della scuola è svolta al fine di osservare non solo le strutture e le dotazioni disponibili, ma anche il loro utilizzo. In particolare si osservano le aule, i laboratori, la palestra, la biblioteca, gli spazi per attività comuni (aula magna, teatro, cortile/giardino, ecc.).

1.6        La formulazione dei giudizi

Sulla base delle evidenze emerse durante la visita il NEV formula un giudizio collegiale per ciascun ambito oggetto di valutazione. Il giudizio scaturisce dal confronto tra i valutatori, che esprimono le loro considerazioni sulla documentazione esaminata e sugli esiti degli incontri con le diverse componenti scolastiche (dirigenza e staff, docenti, studenti e famiglie).

Il giudizio valutativo, per ciascuno degli ambiti oggetto di valutazione, consiste nell’attribuzione del livello che descrive meglio la situazione della scuola, scelto tra i sette previsti dalla scala di valutazione, da 1 ("situazione molto critica") a 7 ("situazione eccellente"). Ciascun giudizio è motivato esplicitando le evidenze che hanno portato alla scelta del livello di collocazione della scuola. Per ogni area di processo (pratiche educative e gestionali) e per gli esiti degli studenti (risultati scolastici, prove standardizzate, risultati a distanza e competenze chiave europee) il NEV fornisce un giudizio descrittivo, in cui sono brevemente presentati alla scuola i principali elementi emersi e i punti di forza e di debolezza. Nei casi in cui il giudizio sia differente da quello che la scuola si era assegnata nel RAV, il Nucleo esplicita chiaramente le motivazioni alla base di questa scelta.

Infine il NEV esprime un giudizio sulla coerenza tra la situazione della scuola e le priorità e i traguardi indicati, anche in base alle risorse e al contesto della scuola.

Il Rapporto di valutazione esterna è così strutturato:

·        i paragrafi da 2 a 5 (Il contesto, Gli esiti degli studenti, I processi educativi e didattici, I processi gestionali e organizzativi) descrivono la situazione della scuola. Il paragrafo sul contesto serve a inquadrare la scuola nella sua dimensione territoriale. I paragrafi sui processi e i risultati rappresentano la parte più propriamente valutativa; per ogni aspetto esaminato infatti i valutatori assegnano alla scuola un giudizio articolato su sette livelli e motivano la valutazione data. Nella parte finale si presenta una sintesi dei punti di forza e di debolezza emersi durante la valutazione;

·        il paragrafo 6 (Le priorità e gli obiettivi di miglioramento) presenta alla scuola - sulla base delle evidenze emerse in fase di analisi - le priorità e gli obiettivi di miglioramento su cui lavorare. Essi possono coincidere con quelli già individuati dalla scuola in fase di autovalutazione oppure possono essere diversi, in tutto o in parte, in relazione ai principali punti di debolezza riscontrati dai valutatori.

Il Rapporto di valutazione esterna è indirizzato alla scuola: al Dirigente scolastico e al suo staff, al gruppo di autovalutazione, agli insegnanti e al personale amministrativo, tecnico e ausiliario, agli studenti e ai loro genitori. Questo documento è inviato all'indirizzo istituzionale della scuola tramite mail. La scuola stabilisce in modo autonomo quali forme adottare per garantire la diffusione dei contenuti.

 

Il Nucleo di Valutazione Esterna che ha condotto la valutazione nella scuola I.C. MONTELEPRE-MANZONI (PAIC862005) è composto da:

Dirigente tecnico - Ettore Acerra

Valutatore A - Salvatore Laino

Valutatore B - Manuela Pintagro

 

La visita presso la scuola si è svolta dal 28-10-2019 al 30-10-2019.


2          Il contesto

Il contesto è inteso come struttura sociale in cui si colloca un intervento educativo. Se in generale esso rappresenta un dato strutturale, non direttamente modificabile dall’azione educativa, una suddivisione ulteriore individua da un lato delle condizioni di contesto che possono essere definite ‘malleabili’, in quanto è comunque possibile modificarle, dall’altro delle condizioni date, più difficilmente modificabili, che rappresentano dei vincoli o delle risorse da tenere in considerazione per l'interpretazione dei risultati o per la definizione di interventi educativi.

Per una valutazione che sia utile alla scuola per migliorare è importante tenere conto del contesto in cui la scuola stessa è collocata. Di seguito si riporta la descrizione del contesto a partire dalle caratteristiche del Territorio e capitale sociale, della Popolazione scolastica, delle Risorse economiche e materiali e delle Risorse professionali.

 

Il contesto socio economico di provenienza di tutti gli alunni risulta essere basso e medio-basso. Ciò è dovuto a una percentuale di studenti provenienti da famiglie svantaggiate. Si riscontrano un impoverimento del reddito medio familiare, nonché un elevato tasso di disoccupazione rispetto alla media nazionale; ciò pare dovuto in parte alla crisi economica e alla mancanza di opportunità di lavoro ma anche da una carenza di infrastrutture e di servizi che si aggiunge ad un abbandono delle attività agricole. Dal punto di vista sociale risultano radicati il volontariato e le associazioni religiose e molto forte la tradizione musicale.

 


3          Gli esiti degli studenti

 

3.1        Risultati scolastici

I risultati scolastici rimandano agli esiti degli studenti nel breve e medio periodo. E' importante che la scuola sostenga il percorso scolastico di tutti gli studenti garantendo ad ognuno il successo formativo.

Criterio di qualità

Gli studenti della scuola portano avanti regolarmente il loro percorso di studi, lo concludono e conseguono risultati soddisfacenti agli esami finali.


Rubrica di valutazione

Situazione

della scuola

C'è una percentuale superiore ai riferimenti nazionali di studenti trasferiti in uscita, ci sono concentrazioni superiori ai riferimenti nazionali di studenti non ammessi all’anno successivo e/o di abbandoni nella maggior parte degli anni di corso, sedi o indirizzi di scuola. Nel II ciclo la quota di studenti con debiti scolastici è superiore ai riferimenti nazionali per la maggior parte degli indirizzi di studio.

La quota di studenti collocata nella fascia di voto più bassa all'Esame di stato (6 nel I ciclo; 60 nel II ciclo) è decisamente superiore ai riferimenti nazionali.

1 - Molto critica

 

2

Gli studenti non ammessi all’anno successivo e/o gli abbandoni in generale sono in linea con i riferimenti nazionali, anche se in alcuni anni di corso, sezioni, plessi o indirizzi di scuola sono superiori. Nella secondaria di II grado la quota di studenti sospesi in giudizio per debiti scolastici è pari ai riferimenti nazionali e superiore ai riferimenti per alcuni indirizzi di studio. La quota di studenti collocata nelle fasce di voto medio-basse all'Esame di stato (6-7 nel I ciclo; 60-70 nel II ciclo) è superiore ai riferimenti nazionali.

3 - Con qualche criticità

 

4

La quota di studenti ammessa all'anno successivo è in linea con i riferimenti nazionali. Gli abbandoni e i trasferimenti in uscita sono inferiori ai riferimenti nazionali. Nella secondaria di II grado la quota di studenti sospesi in giudizio per debiti scolastici è pari o inferiore ai riferimenti nazionali. La quota di studenti collocata nelle fasce di punteggio medio-alte all'Esame di Stato (8-10 e lode nel I ciclo; 81-100 e lode nel II ciclo) è superiore o pari ai riferimenti nazionali.

5 - Positiva

 

6

La quota di studenti ammessa all'anno successivo è superiore ai riferimenti nazionali. Non si registrano abbandoni e i trasferimenti in uscita sono inferiori ai riferimenti nazionali. Nella secondaria di II grado la quota di studenti sospesi in giudizio per debiti scolastici è decisamente inferiore ai riferimenti nazionali. La quota di studenti collocata nelle fasce di punteggio più alte (9-10 e lode nel I ciclo; 91-100 e lode nel II ciclo) all'Esame di Stato è superiore ai riferimenti nazionali.

7 - Eccellente

 

 

Risultati scolastici - Giudizio del Nucleo di Valutazione Esterna

Situazione della scuola PAIC862005

 

Punteggio 6 della Rubrica di valutazione

 

Motivazione del giudizio

 

 

Il tasso di ammissione alle classi successive è vicino al 100%; non si rilevano perciò, significativi episodi di insuccessi scolastici e le percentuali sono superiori ai benchmark di riferimento. Anche le percentuali di trasferimenti e di abbandoni risultano irrilevanti. Per quanto concerne i risultati degli esami conclusivi del primo ciclo di istruzione, si rilevano percentuali abbastanza elevate di votazioni molto alte (9-10 e 10 e lode): la fascia dell’ 8 è meno rappresentata.

 


3.2        Risultati nelle prove standardizzate nazionali

L’analisi dei risultati nelle prove standardizzate nazionali consente di riflettere sul livello di competenze raggiunto in italiano e matematica dagli studenti di una scuola in relazione alle scuole del territorio, nonché a quelle con background socio-economico simile. Tale analisi permette anche di valutare la capacità della scuola di assicurare a tutti gli studenti il raggiungimento di livelli di apprendimento soddisfacenti. L’azione della scuola dovrebbe essere volta a ridurre l’incidenza numerica e la dimensione del gap formativo degli studenti con livelli di apprendimento insoddisfacenti, considerando la variabilità di risultati interna alla scuola (tra le classi, tra le sedi, tra gli indirizzi), così come la distribuzione degli studenti nei diversi livelli. Infine si considera l'effetto della scuola sui livelli di apprendimento degli studenti, al netto dell'influenza esercitata dal background socio economico e culturale e dalla preparazione pregressa.

Criterio di qualità

Gli studenti della scuola raggiungono livelli di apprendimento soddisfacenti in italiano e matematica in relazione ai livelli di partenza e alle caratteristiche del contesto.


Rubrica di valutazione

Situazione

della scuola

Il punteggio degli studenti della scuola nelle prove INVALSI di italiano e matematica è inferiore rispetto alle scuole con background socio-economico e culturale simile. La variabilità tra le classi in italiano e matematica è superiore a quella media nazionale. La quota di studenti collocata nel livello 1 in italiano e in matematica è in generale superiore a quella media regionale.

L'effetto attribuibile alla scuola sugli apprendimenti è inferiore all'effetto medio regionale, inoltre i punteggi medi di scuola sono inferiori a quelli medi regionali.

1 - Molto critica

 

2

Il punteggio di italiano e matematica della scuola alle prove INVALSI è in linea con quello di scuole con background socio-economico e culturale simile. La variabilità tra classi in italiano e in matematica è pari a quella media nazionale o poco superiore, ci sono casi di singole classi in italiano e matematica che si discostano in negativo dalla media della scuola. La quota di studenti collocata nel livello 1 in italiano e in matematica è in linea con la media regionale, anche se ci sono alcuni anni di corso o indirizzi di studi in cui tale quota è superiore alla media.

L'effetto attribuibile alla scuola sugli apprendimenti è pari o leggermente superiore all'effetto medio regionale, anche se i punteggi medi di scuola sono inferiori a quelli medi regionali, oppure i punteggi medi sono pari a quelli medi regionali, anche se l'effetto scuola è inferiore all'effetto medio regionale.

3 - Con qualche criticità

 

4

Il punteggio di italiano e matematica della scuola alle prove INVALSI è superiore a quello di scuole con background socio-economico e culturale simile. La variabilità tra classi in italiano e matematica è paria quella media nazionale o di poco inferiore, oppure alcune classi si discostano in positivo dalla media della scuola. La quota di studenti collocata nel livello 1 in italiano e in matematica è inferiore alla media regionale.

L'effetto attribuibile alla scuola sugli apprendimenti è pari all'effetto medio regionale e i punteggi medi di scuola sono superiori a quelli medi regionali, oppure l'effetto scuola è superiore all'effetto medio regionale e i punteggi medi di scuola sono pari a quelli medi regionali.

5 - Positiva

 

6

Il punteggio di italiano e matematica della scuola alle prove INVALSI è superiore a quello di scuole con background socio-economico e culturale simile. La varianza tra classi in italiano e matematica è inferiore a quella media nazionale. La quota di studenti collocata nei livelli 1 e 2 in italiano e in matematica è inferiore alla media regionale.

L'effetto attribuibile alla scuola sugli apprendimenti è superiore all'effetto medio regionale e anche i punteggi medi di scuola sono superiori a quelli medi regionali.

7 - Eccellente

 

 


Risultati nelle prove standardizzate nazionali - Giudizio del Nucleo di Valutazione Esterna

Situazione della scuola PAIC862005

 

Punteggio 4 della Rubrica di valutazione

 

Motivazione del giudizio

 

 

I risultati nelle prove standardizzate svolte nell’anno 2018 evidenziano: per l’italiano una situazione molto positiva per le seconde classi della scuola primaria che però non corrisponde ad analoghi risultati nella quinta primaria e nella terza secondaria. Per la matematica, i risultati sono positivi per tutte le classi oggetto di indagine. La percentuale di variabilità risulta molto elevata soprattutto nella scuola primaria e deriva da risultati molto basi in una o più classi.

 


3.3        Competenze chiave europee

Si parla di competenze chiave per indicare un insieme di competenze ritenute fondamentali per una piena cittadinanza. Tra queste l'attenzione è posta sull'acquisizione da parte degli studenti di alcune competenze non direttamente legate alle discipline scolastiche tradizionali, quali le competenze sociali e civiche (capacità di creare rapporti positivi con gli altri, costruzione del senso di legalità, sviluppo dell’etica della responsabilità e di valori in linea con i principi costituzionali, rispetto delle regole), le competenze digitali (uso delle tecnologie della società dell’informazione, utilizzo del computer per reperire e conservare informazioni, produrle, presentarle, valutarle e scambiarle, partecipazione a reti collaborative tramite Internet), lo spirito di iniziativa e imprenditorialità (capacità di pianificare e gestire progetti per raggiungere obiettivi, assunzione di responsabilità, lavoro di squadra, ecc.). E' inoltre importante considerare la capacità degli studenti di imparare ad apprendere, acquisendo un buon metodo di studio e autoregolandosi nella gestione dei compiti scolastici e dello studio.

Criterio di qualità

Gli studenti della scuola acquisiscono livelli soddisfacenti nelle competenze sociali e civiche, nell'imparare a imparare, nelle competenze digitali e nello spirito di iniziativa e imprenditorialità.


Rubrica di valutazione

Situazione

della scuola

La maggior parte degli studenti della scuola non raggiunge livelli sufficienti in relazione alle competenze chiave considerate (competenze sociali e civiche, imparare a imparare, competenze digitali, spirito di iniziativa e imprenditorialità).

1 - Molto critica

 

2

La maggior parte degli studenti della scuola raggiunge livelli sufficienti in relazione ad almeno due competenze chiave tra quelle considerate (competenze sociali e civiche, imparare a imparare, competenze digitali, spirito di iniziativa e imprenditorialità).

3 - Con qualche criticità

 

4

La maggior parte degli studenti della scuola raggiunge livelli buoni in relazione ad almeno due competenze chiave tra quelle considerate (competenze sociali e civiche, imparare a imparare, competenze digitali, spirito di iniziativa e imprenditorialità).

5 - Positiva

 

6

La maggior parte degli studenti della scuola raggiunge livelli ottimali in relazione ad almeno due competenze chiave tra quelle considerate (competenze sociali e civiche, imparare a imparare, competenze digitali, spirito di iniziativa e imprenditorialità).

7 - Eccellente

 

 

Competenze chiave europee - Giudizio del Nucleo di Valutazione Esterna

Situazione della scuola PAIC862005

 

Punteggio 4 della Rubrica di valutazione

 

Motivazione del giudizio

 

La scuola dichiara di lavorare molto sulle competenze trasversali e cross-curriculari, soprattutto con progetti interdisciplinari. Ciò corrisponde a quanto contenuto nel PTOF. Mancano però significative evidenze sui risultati di tali interventi a causa della non adozione di strumenti idonei per rilevare il livello di tali competenze.

 


3.4        Risultati a distanza

L’azione della scuola può definirsi efficace quando assicura buoni risultati a distanza nei percorsi di studio successivi o nell’inserimento nel mondo del lavoro. E' pertanto importante conoscere i percorsi formativi e professionali degli studenti in uscita dalla scuola ad uno o più annidi distanza. Le scuole del I ciclo riflettono sui risultati conseguiti nell'ordine di scuola successivo dagli studenti che hanno terminato la scuola primaria e la secondaria di I grado due e tre anni prima. Le scuole del II ciclo considerano i risultati all'università degli studenti dopo uno e due anni dal diploma e l'inserimento nel mondo del lavoro entro i tre anni successivi al diploma.

Criterio di qualità

Gli studenti in uscita dalla scuola hanno successo nei successivi percorsi di studio e di lavoro.


Rubrica di valutazione

Situazione

della scuola

Per le scuole del I ciclo - I risultati degli studenti nel successivo percorso di studio sono insoddisfacenti. Nel passaggio dalla scuola primaria alla secondaria molti studenti presentano difficoltà nello studio, hanno voti bassi, alcuni di loro non sono ammessi alla classe successiva. Gli studenti usciti dalla primaria e dalla secondaria dopo due o tre anni ottengono risultati medi nelle prove INVALSI di italiano e matematica decisamente inferiori a quelli medi nazionali.

Per le scuole del II ciclo - I risultati raggiunti dagli studenti immatricolati all'università sono molto scarsi; la percentuale di diplomati che non ha acquisito CFU dopo un anno di università è decisamente superiore ai riferimenti regionali.

Nel complesso la quota di diplomati che o ha un contratto di lavoro o prosegue negli studi è decisamente inferiore a quella regionale.

1 - Molto critica

 

2

Per le scuole del I ciclo - I risultati degli studenti nel successivo percorso di studio sono sufficienti. Nel passaggio dalla scuola primaria alla secondaria in generale gli studenti non presentano difficoltà, anche se una quota di studenti ha difficoltà nello studio e voti bassi. Gli studenti usciti dalla primaria e dalla secondaria dopo due o tre anni ottengono risultati medi nelle prove INVALSI di italiano e matematica di poco inferiori a quelli medi nazionali.

Per le scuole del II ciclo - I risultati raggiunti dagli studenti immatricolati all'università sono mediocri; la percentuale di diplomati che ha acquisito meno della metà di CFU dopo un anno di università è superiore ai riferimenti.

Nel complesso la quota di diplomati che o ha un contratto di lavoro o prosegue negli studi è di poco inferiore a quella regionale.

3 - Con qualche criticità

 

4

Per le scuole del I ciclo - I risultati degli studenti nel successivo percorso di studio sono buoni: pochi studenti incontrano difficoltà di apprendimento (non sono ammessi alla classe successiva, hanno debiti formativi o cambiano l’indirizzo di studio) e il numero di abbandoni nel percorso di studi successivo è molto contenuto. Gli studenti usciti dalla primaria e dalla secondaria dopo due o tre anni ottengono risultati medi nelle prove INVALSI di italiano e matematica di poco superiori a quelli medi nazionali.

Per le scuole del II ciclo - I risultati raggiunti dagli studenti immatricolati all'università sono buoni. La percentuale di diplomati che ha acquisito più della metà di CFU dopo un anno di università è pari ai riferimenti regionali.

C'è una bassa incidenza di studenti che non prosegue negli studi universitari e non è inserita nel mondo del lavoro rispetto ai riferimenti regionali.

Nel complesso la quota di diplomati che o ha un contratto di lavoro o prosegue negli studi è di poco superiore a quella regionale.

5 - Positiva

 

6

Per le scuole del I ciclo - I risultati degli studenti nel percorso successivo di studio sono molto positivi: in rari casi gli studenti incontrano difficoltà di apprendimento (non sono ammessi alla classe successiva, hanno debiti formativi o cambiano l’indirizzo di studio) e non ci sono episodi di abbandono degli studi nel percorso successivo. Gli studenti usciti dalla primaria e dalla secondaria dopo due o tre anni ottengono risultati medi nelle prove INVALSI di italiano e matematica decisamente superiori a quelli medi nazionali.

Per le scuole del II ciclo - I risultati raggiunti dagli studenti immatricolati all'università sono molto positivi. La percentuale di diplomati che ha acquisito più della metà di CFU dopo un anno di università è superiore ai riferimenti regionali.

Nel complesso la quota di diplomati che o ha un contratto di lavoro o prosegue negli studi è decisamente superiore a quella regionale.

7 - Eccellente

 

 

Risultati a distanza - Giudizio del Nucleo di Valutazione Esterna

Situazione della scuola PAIC862005

 

Punteggio 4 della Rubrica di valutazione

Motivazione del giudizio

 

Per quanto concerne il passaggio dalla primaria alla secondaria, i risultati degli studenti nel successivo percorso di studio sono buoni: pochi studenti incontrano difficoltà di apprendimento e il numero di abbandoni nel percorso di studi successivo è molto contenuto. Per quanto concerne i risultati delle prove INVALSI, i risultati a distanza di Italiano sono nella media o inferiori ai benchmark di riferimento. In matematica, si rileva un trend positivo, tranne che per la comparazione con la media nazionale per la terza secondaria. Non sono disponibili dati significativi sull’andamento nella scuola superiore.

 


4          I processi educativi e didattici

4.1        Curricolo, progettazione e valutazione

Individuazione del curricolo fondamentale a livello di istituto e capacità di rispondere alle attese educative e formative provenienti dalla comunità di appartenenza. Definizione di obiettivi e traguardi di apprendimento per le varie classi e anni di corso. Attività opzionali ed elettive che arricchiscono l’offerta curricolare. Modalità di progettazione didattica, monitoraggio e revisione delle scelte progettuali effettuate dagli insegnanti. Modalità impiegate per valutare le conoscenze e le competenze degli allievi.

Il curricolo d'istituto è qui definito come l'autonoma elaborazione da parte della scuola, sulla base delle esigenze e delle caratteristiche degli allievi, delle abilità e conoscenze che gli studenti debbono raggiungere nei diversi ambiti disciplinari e anni di corso, in armonia con quanto indicato nei documenti ministeriali. La progettazione didattica è qui definita come l'insieme delle scelte metodologiche, pedagogiche e didattiche adottate dagli insegnanti collegialmente (nei dipartimenti, nei consigli di classe e di interclasse, ecc.). Il curricolo di istituto, la progettazione didattica e la valutazione sono strettamente interconnessi; nel RAV sono suddivisi in sottoaree distinte al solo fine di permettere alle scuole un esame puntuale dei singoli aspetti. L’area è articolata al suo interno in tre sottoaree: 1) Curricolo e offerta formativa – definizione e articolazione del curricolo di istituto e delle attività di ampliamento dell’offerta formativa; 2) Progettazione didattica – modalità di progettazione; 3) Valutazione degli studenti – modalità di valutazione e utilizzo dei risultati della valutazione.

Criterio di qualità

La scuola propone un curricolo aderente alle esigenze del contesto, progetta attività didattiche coerenti con il curricolo, valuta gli studenti utilizzando criteri e strumenti condivisi.


Rubrica di valutazione

Situazione

della scuola

La scuola non ha elaborato un proprio curricolo, oppure si è limitata a riportare nel PTOF i criteri presenti nei documenti ministeriali di riferimento senza rielaborarli. Non sono stati definiti profili di competenze che gli studenti dovrebbero acquisire nelle varie discipline.

Le attività di ampliamento dell'offerta formativa non sono presenti, oppure sono presenti ma non sono coerenti con il progetto formativo di scuola e gli obiettivi e le abilità/competenze da raggiungere non sono definiti in modo chiaro.

Nella programmazione didattica non sono definiti obiettivi di apprendimento comuni per classi parallele o per ambiti disciplinari. Non si utilizzano modelli per la progettazione delle unità di apprendimento.

Non sono utilizzati criteri di valutazione e strumenti di valutazione comuni, oppure i criteri di valutazione e gli strumenti di valutazione comuni sono utilizzati solo da pochi insegnanti o per poche discipline.

L'offerta formativa della scuola non risponde ai bisogni formativi espressi dagli studenti e i progetti attivati sono ritenuti inutili.

1 - Molto critica

 

2

La scuola ha definito alcuni aspetti del proprio curricolo, rimandando per gli altri aspetti a quanto previsto nei documenti ministeriali di riferimento. La definizione dei profili di competenza per le varie discipline e anni di corso è da sviluppare in modo più approfondito. Le attività di ampliamento dell'offerta formativa sono per lo più coerenti con il progetto formativo di scuola. Gli obiettivi e le abilità/competenze da raggiungere nelle attività di ampliamento dell’offerta formativa non sono definiti sempre in modo chiaro.

Ci sono referenti per la progettazione didattica e/o la valutazione degli studenti e dipartimenti disciplinari, anche se il personale è coinvolto in misura limitata. La progettazione didattica è condivisa parzialmente tra i docenti.

I docenti fanno riferimento a criteri di valutazione comuni definiti a livello di scuola.

La scuola utilizza prove comuni per la valutazione degli studenti, anche se non in modo sistematico. La scuola realizza interventi specifici a seguito della valutazione degli studenti, anche se in modo saltuario.

L'offerta formativa della scuola risponde solo in parte ai bisogni formativi espressi dagli studenti e i progetti attivati sono ritenuti poco utili.

3 - Con qualche criticità

 

4

La scuola ha elaborato un proprio curricolo a partire dai documenti ministeriali di riferimento. Sono stati definiti i profili di competenze per le varie discipline e anni di corso.

Le attività di ampliamento dell'offerta formativa sono inserite nel progetto educativo di scuola. Gli obiettivi e le abilità/competenze da raggiungere con queste attività sono definiti in modo chiaro.

Nella scuola sono presenti referenti e/o gruppi di lavoro sulla progettazione didattica e/o la valutazione degli studenti e dipartimenti disciplinari cui partecipa un buon numero di insegnanti. La progettazione didattica viene effettuata in modo condiviso per ambiti disciplinari e coinvolge un buon numero di docenti di varie discipline e di più indirizzi e ordini di scuola. I docenti utilizzano modelli comuni per la progettazione delle unità di apprendimento.

La scuola utilizza forme di certificazione delle competenze. I docenti utilizzano alcuni strumenti comuni per la valutazione degli studenti e hanno momenti di incontro per condividere i risultati della valutazione. La scuola realizza interventi specifici a seguito della valutazione degli studenti.

L'offerta formativa della scuola risponde ai bisogni formativi espressi dagli studenti e i progetti attivati sono ritenuti utili.

5 - Positiva

 

6

La scuola ha elaborato un proprio curricolo a partire dai documenti ministeriali di riferimento, declinando le competenze disciplinari e trasversali per i diversi anni di corso, che gli insegnanti utilizzano come strumento di lavoro per la progettazione delle attività didattiche. Il curricolo si sviluppa a partire dalle caratteristiche del contesto e dei bisogni formativi della specifica utenza.

Le attività di ampliamento dell'offerta formativa sono bene integrate nel progetto educativo di istituto. Tutte le attività presentano una definizione molto chiara degli obiettivi e delle abilità/competenze da raggiungere.

Nella scuola sono presenti referenti e/o gruppi di lavoro sulla progettazione didattica e/o la valutazione degli studenti e dipartimenti disciplinari; i docenti sono coinvolti in maniera diffusa.

Gli insegnanti effettuano sistematicamente una progettazione didattica condivisa, utilizzano modelli comuni per la progettazione delle unità di apprendimento e declinano chiaramente gli obiettivi e le competenze da raggiungere.

La scuola utilizza forme di certificazione delle competenze e specifica i criteri e le modalità per valutarle. I docenti utilizzano criteri di valutazione comuni e usano strumenti diversificati per la valutazione degli studenti (prove strutturate, rubriche di valutazione, ecc.). L’utilizzo di prove strutturate comuni è sistematico e riguarda la maggior parte degli ambiti disciplinari e tutti gli indirizzi/ordini di scuola. I docenti regolarmente si incontrano per riflettere sui risultati degli studenti. C’è una forte relazione tra le attività di programmazione e quelle di valutazione degli studenti. I risultati della valutazione degli studenti sono usati in modo sistematico per ri-orientare la programmazione e progettare interventi didattici mirati.

L'offerta formativa della scuola risponde pienamente ai bisogni formativi espressi dagli studenti e i progetti attivati sono ritenuti molto utili.

7 - Eccellente

 

 



Curricolo, progettazione e valutazione - Giudizio del Nucleo di Valutazione Esterna

Situazione della scuola PAIC862005

 

Punteggio 4 della Rubrica di valutazione

Motivazione del giudizio

 

La scuola ha elaborato un proprio curricolo a partire dai documenti ministeriali di riferimento.Definiti i profili di competenze per le varie discipline e anni di corso.Da quanto evidenziato durante la visita,il curriculum ha però bisogno di un significativo aggiornamento,soprattutto per l’integrazione dei vari segmenti scolastici e per realizzare una effettiva verticalità.Le attività di ampliamento dell'offerta formativa sono realizzate soprattutto in orario curriculare a causa della carenza di fondi;si svolgono però percorsi PON e di gruppo sportivo.Valorizzata la cultura musicale grazie alla pratica di strumento nelle classi della scuola secondaria.In corso di adozione un modello per la progettazione condivisa di progetti e percorsi.E’stato adottato negli anni scorsi un fascicolo di valutazione degli studenti,nell’ambito del quale vengono esplicitati i criteri di valutazione degli apprendimenti.La progettazione di classe viene elaborata su un modello piuttosto rigido.L'uso di prove strutturate si limita ai test di accesso.

 


4.2        Ambiente di apprendimento

Capacità della scuola di creare un ambiente di apprendimento per lo sviluppo delle competenze degli studenti. La cura dell'ambiente di apprendimento riguarda sia la dimensione materiale e organizzativa (gestione degli spazi, delle attrezzature, degli orari e dei tempi), sia la dimensione metodologica (diffusione di metodologie didattiche), sia infine la dimensione relazionale (attenzione allo sviluppo di un clima di apprendimento positivo e trasmissione di regole di comportamento condivise).

 

Criterio di qualità

La scuola cura gli aspetti organizzativi, metodologici e relazionali dell'ambiente di apprendimento.


Rubrica di valutazione

Situazione

della scuola

L’organizzazione di spazi e tempi non risponde alle esigenze di apprendimento degli studenti. Gli spazi laboratoriali, le dotazioni tecnologiche e la biblioteca non ci sono o non sono usati dalle classi.

A scuola non ci sono momenti di confronto tra insegnanti sulle metodologie didattiche e le metodologie utilizzate sono limitate.

Le regole di comportamento non sono definite. Ci sono molte situazioni difficili da gestire nelle relazioni tra studenti o tra studenti e insegnanti. I conflitti non sono gestiti o sono gestiti ricorrendo a modalità non efficaci.

1 - Molto critica

 

2

L’organizzazione di spazi e tempi risponde parzialmente alle esigenze di apprendimento degli studenti. Gli spazi laboratoriali, le dotazioni tecnologiche e la biblioteca sono usati da un numero limitato di classi.

A scuola ci sono momenti di confronto tra insegnanti sulle metodologie didattiche, anche se sono pochi o coinvolgono pochi insegnanti. Si utilizzano metodologie diversificate in poche classi.

Le regole di comportamento sono definite, ma sono condivise in modo disomogeneo nelle classi. Le relazioni tra studenti e tra studenti e insegnanti sono abbastanza positive, anche se ci sono alcune situazioni difficili da gestire. I conflitti sono gestiti, anche se le modalità adottate non sono sempre adeguate.

3 - Con qualche criticità

 

4

L’organizzazione di spazi e tempi risponde alle esigenze di apprendimento degli studenti. Gli spazi laboratoriali, le dotazioni tecnologiche la biblioteca sono usati dalla maggior parte delle classi.

A scuola ci sono momenti di confronto tra insegnanti sulle metodologie didattiche e si utilizzano metodologie diversificate nelle classi. Gli studenti lavorano in gruppi, utilizzano le nuove tecnologie, realizzano ricerche o progetti.

Le regole di comportamento sono definite e condivise nelle classi. Le relazioni tra studenti e tra studenti e insegnanti sono positive. I conflitti con gli studenti sono gestiti con modalità adeguate.

5 - Positiva

 

6

L’organizzazione di spazi e tempi risponde in modo ottimale alle esigenze di apprendimento degli studenti. Gli spazi laboratoriali, le dotazioni tecnologiche e la biblioteca sono usati con frequenza elevata da tutte le classi.

A scuola ci sono numerosi momenti di confronto tra insegnanti sulle metodologie didattiche, l'utilizzo di metodologie didattiche diversificate è una pratica ordinaria in tutte le classi.

Le regole di comportamento sono definite e condivise in tutte le classi. Le relazioni tra studenti e tra studenti e insegnanti sono molto positive. I conflitti con gli studenti sono gestiti con modalità efficaci.

7 - Eccellente

 

 

Ambiente di apprendimento - Giudizio del Nucleo di Valutazione Esterna

Situazione della scuola PAIC862005

 

Punteggio 5 della Rubrica di valutazione

Motivazione del giudizio

 

L’organizzazione di spazi e tempi risponde alle esigenze di apprendimento degli studenti. Gli spazi laboratoriali, le dotazioni tecnologiche e la biblioteca sono usati dalla maggior parte delle classi. Si utilizzano metodologie diversificate nelle classi. Gli studenti, nella maggior parte dei casi, lavorano in gruppi, utilizzano le nuove tecnologie, realizzano ricerche o progetti. Le regole di comportamento sono definite e condivise nelle classi. Le relazioni tra studenti e tra studenti e insegnanti sono positive. I conflitti con gli studenti sono gestiti con modalità adeguate.

 


4.3        Inclusione e differenziazione

Strategie adottate dalla scuola per la promozione dei processi di inclusione e il rispetto delle diversità, adeguamento dei processi di insegnamento e di apprendimento ai bisogni formativi di ciascun allievo nel lavoro d’aula e nelle altre situazioni educative. L’area è suddivisa in due sottoaree: 1) Inclusione – modalità di inclusione degli studenti con bisogni educativi speciali (studenti con disabilità, studenti con disturbi evolutivi specifici, studenti stranieri da poco in Italia, ecc.). Azioni di valorizzazione e gestione delle differenze; 2) Recupero e Potenziamento – modalità di adeguamento dei processi di insegnamento ai bisogni formativi di ciascun allievo.

 

Criterio di qualità

La scuola cura l'inclusione degli studenti con bisogni educativi speciali, valorizza le differenze culturali, adegua l'insegnamento ai bisogni formativi di ciascuno studente attraverso percorsi di recupero e potenziamento.


Rubrica di valutazione

Situazione

della scuola

Le attività realizzate dalla scuola sono insufficienti a garantire l'inclusione degli studenti con bisogni educativi speciali. La scuola non dedica sufficiente attenzione al rispetto delle differenze e della diversità culturale.

La differenziazione dei percorsi didattici in funzione dei bisogni formativi dei singoli studenti è assente o insufficiente, oppure singoli insegnanti realizzano percorsi differenziati in poche classi, senza forme di coordinamento delle attività a livello di scuola.

1 - Molto critica

 

2

Le attività realizzate dalla scuola per gli studenti con bisogni educativi speciali sono sufficienti. La qualità degli interventi didattici per gli studenti con bisogni educativi speciali è in generale accettabile, ma ci sono aspetti da migliorare. Gli obiettivi educativi per questi studenti sono scarsamente definiti e il loro raggiungimento non viene monitorato. La scuola dedica un'attenzione appena sufficiente al rispetto delle differenze e della diversità culturale.

La differenziazione dei percorsi didattici in funzione dei bisogni formativi dei singoli studenti è sufficientemente strutturata, anche se non applicata in modo diffuso a livello di scuola. Gli obiettivi educativi non sempre sono definiti e non sono presenti forme di monitoraggio e valutazione per verificarne il raggiungimento. Gli interventi individualizzati nel lavoro d’aula sono poco diffusi a livello di scuola.

3 - Con qualche criticità

 

4

Le attività realizzate dalla scuola per gli studenti con bisogni educativi speciali sono efficaci. In generale le attività didattiche sono di buona qualità. La scuola monitora il raggiungimento degli obiettivi previsti per gli studenti con bisogni educativi speciali. La scuola promuove il rispetto delle differenze e della diversità culturale.

La differenziazione dei percorsi didattici in funzione dei bisogni educativi dei singoli studenti è ben strutturata a livello di scuola. Gli obiettivi educativi sono definiti e sono presenti modalità di verifica degli esiti. Gli interventi individualizzati nel lavoro d’aula sono piuttosto diffusi a livello di scuola.

5 - Positiva

 

6

Nelle attività di inclusione sono attivamente coinvolti diversi soggetti (docenti curricolari, di sostegno, tutor, famiglie, enti locali, associazioni) compreso il gruppo dei pari. Le attività didattiche per gli studenti con bisogni educativi speciali sono di buona qualità. La scuola monitora sistematicamente il raggiungimento degli obiettivi previsti per gli studenti con bisogni educativi speciali e a seguito di ciò, se necessario, gli interventi vengono rimodulati.

La scuola promuove efficacemente il rispetto delle differenze e della diversità culturale.

La differenziazione dei percorsi didattici in funzione dei bisogni formativi dei singoli studenti è efficacemente strutturata a livello di scuola; le attività rivolte ai diversi gruppi di studenti raggiungono tutti i potenziali destinatari. Gli obiettivi educativi sono ben definiti e sono adottate modalità di verifica degli esiti. Gli interventi individualizzati sono utilizzati in maniera sistematica nel lavoro d’aula.

7 - Eccellente

 

 

Inclusione e differenziazione - Giudizio del Nucleo di Valutazione Esterna

Situazione della scuola PAIC862005

 

Punteggio 4 della Rubrica di valutazione

Motivazione del giudizio

 

Le attività realizzate dalla scuola per gli studenti con bisogni educativi speciali sono in buona parte efficaci. In generale le attività didattiche sono di buona qualità. I diversi consigli di classe verificano il raggiungimento degli obiettivi previsti per gli studenti con bisogni educativi speciali. La scuola promuove il rispetto delle differenze e della diversità culturale. La differenziazione dei percorsi didattici in funzione dei bisogni formativi dei singoli studenti è sufficientemente strutturata, anche se non applicata in modo diffuso a livello di scuola. Gli obiettivi educativi non sempre sono definiti e non sono presenti forme di monitoraggio e valutazione per verificarne il raggiungimento.

 


4.4        Continuità e orientamento

Attività per garantire la continuità dei percorsi scolastici. Attività finalizzate all’orientamento personale, scolastico e professionale degli allievi. L’area è articolata al suo interno in tre sottoaree: 1) Continuità – azioni intraprese dalla scuola per assicurare la continuità educativa nel passaggio da un ordine di scuola all’altro; 2) Orientamento – azioni intraprese dalla scuola per orientare gli studenti alla conoscenza del sé e alla scelta degli indirizzi di studio successivi e - per le scuole del secondo ciclo - orientamento al lavoro e alle professioni; 3) Alternanza scuola-lavoro – azioni intraprese dalla scuola per arricchire la formazione acquisita nei percorsi scolastici e formativi con l’acquisizione di competenze spendibili anche nel mercato del lavoro.

 

Criterio di qualità

La scuola garantisce la continuità dei percorsi scolastici e cura l'orientamento personale, scolastico e professionale degli studenti.


Rubrica di valutazione

Situazione

della scuola

Le attività di continuità e/o di orientamento sono assenti o insufficienti, oppure singoli insegnanti realizzano attività di continuità e/o orientamento limitatamente ad alcune sezioni, senza forme di coordinamento a livello di scuola.

Per la scuola secondaria di II grado - La scuola ha stipulato convenzioni con un partenariato non diversificato di imprese ed associazioni del territorio. Il numero di convenzioni è nettamente inferiore al riferimento provinciale. La scuola non ha integrato nella propria offerta formativa i percorsi di alternanza scuola-lavoro. I progetti di alternanza non rispondono ai fabbisogni formativi del tessuto produttivo del territorio. Le attività di alternanza non vengono monitorate. La scuola non ha definito le competenze attese per gli studenti a conclusione dei percorsi di alternanza e non utilizza criteri di valutazione delle competenze acquisite al termine dell'alternanza. I percorsi di alternanza scuola-lavoro non rispondono ai bisogni espressi dagli studenti e i progetti attivati sono ritenuti inutili.

1 - Molto critica

 

2

Le attività di continuità presentano un livello di strutturazione sufficiente anche se sono prevalentemente orientate alla formazione delle classi.

Le attività di orientamento coinvolgono almeno tutte le classi finali. La qualità delle attività proposte agli studenti è in genere accettabile, anche se per lo più limitate a presentare i diversi indirizzi di scuola superiore / corsi di studio universitari. La scuola non monitora i risultati delle proprie azioni di orientamento.

Per la scuola secondaria di II grado - La scuola ha stipulato convenzioni con un partenariato non diversificato di imprese ed associazioni. Il numero di convenzioni stipulate è di poco inferiore al riferimento provinciale. La scuola ha integrato in modo non organico nella propria offerta formativa i percorsi di alternanza scuola-lavoro. I progetti di alternanza scuola-lavoro rispondono solo in parte ai fabbisogni professionali del territorio e alle esigenze formative degli studenti. Le attività di alternanza scuola-lavoro vengono monitorate in modo occasionale. La scuola non definisce i criteri di valutazione delle competenze acquisite al termine del percorso di alternanza scuola-lavoro. I percorsi di alternanza scuola-lavoro rispondono solo in parte ai bisogni espressi dagli studenti e i progetti attivati sono ritenuti poco utili.

3 - Con qualche criticità

 

4

Le attività di continuità sono ben strutturate. La collaborazione tra i docenti di ordini di scuola diversi è consolidata. La scuola realizza diverse attività finalizzate ad accompagnare gli studenti nel passaggio da un ordine di scuola all’altro.

Le attività di orientamento sono ben strutturate e coinvolgono anche le famiglie. La scuola realizza percorsi finalizzati alla conoscenza di sé e delle proprie attitudini. Gli studenti dell’ultimo anno e le famiglie, oltre a partecipare alle presentazioni delle diverse scuole/indirizzi di studio universitario, sono coinvolti in attività organizzate all'esterno (scuole, centri di formazione, università). La scuola realizza attività di orientamento alle realtà produttive e professionali del territorio. La scuola monitora i risultati delle proprie azioni di orientamento; un buon numero di studenti segue il consiglio orientativo della scuola.

Per la scuola secondaria di II grado - La scuola ha stipulato convenzioni con un variegato partenariato di imprese ed associazioni. Il numero di convenzioni stipulate è uguale o di poco superiore al riferimento provinciale. La scuola ha integrato nella propria offerta formativa i percorsi di alternanza scuola-lavoro. I progetti di alternanza rispondono ai fabbisogni professionali del territorio. Le attività di alternanza vengono monitorate. La scuola valuta e certifica le competenze degli studenti al termine del percorso di alternanza. I percorsi di alternanza scuola-lavoro rispondono ai bisogni espressi dagli studenti e i progetti attivati sono ritenuti utili.

5 - Positiva

 

6

Le attività di continuità sono organizzate in modo efficace. La collaborazione tra docenti di ordini di scuola diversi è ben consolidata e si concretizza nella progettazione di attività per gli studenti finalizzate ad accompagnarli nel passaggio tra un ordine di scuola e l’altro. La scuola predispone informazioni articolate sul percorso scolastico dei singoli studenti (es. portfolio) e monitora gli esiti degli studenti nel passaggio da un ordine di scuola all’altro. La scuola realizza azioni di orientamento finalizzate a far emergere le inclinazioni individuali che coinvolgono più classi, non solo quelle dell’ultimo anno. Inoltre propone attività mirate a far conoscere l’offerta formativa presente sul territorio, anche facendo svolgere attività formative esterne (scuole, centri di formazione, università). Le attività di orientamento sono ben strutturate e pubblicizzate e coinvolgono anche le famiglie. La scuola monitora i risultati delle proprie azioni di orientamento; la stragrande maggioranza degli studenti segue il consiglio orientativo della scuola.

Per la scuola secondaria di II grado - La scuola ha stipulato convenzioni con un partenariato diversificato di imprese ed associazioni. Il numero di convenzioni stipulate è nettamente superiore al riferimento provinciale. La scuola ha integrato in modo organico nella propria offerta formativa i percorsi di alternanza scuola-lavoro. I progetti di alternanza scuola-lavoro rispondono in modo coerente ai fabbisogni formativi del tessuto produttivo del territorio e alle esigenze formative degli studenti. Le attività di alternanza vengono monitorate in maniera regolare. La scuola ha definito le competenze attese per gli studenti a conclusione dei percorsi di alternanza. La scuola valuta e certifica le competenze degli studenti al termine del percorso di alternanza sulla base di criteri definiti e condivisi. I percorsi di alternanza scuola-lavoro rispondono pienamente ai bisogni espressi dagli studenti e i progetti attivati sono ritenuti molto utili.

7 - Eccellente

 

 


Continuità e orientamento - Giudizio del Nucleo di Valutazione Esterna

Situazione della scuola PAIC862005

 

Punteggio 4 della Rubrica di valutazione

Motivazione del giudizio

 

Le attività di continuità presentano un livello di strutturazione sufficiente anche se non sono diffuse in modo omogeneo nella scuola. Le attività di orientamento coinvolgono almeno tutte le classi finali. La qualità delle attività proposte agli studenti è in genere accettabile, anche se per lo più limitate a presentare i diversi indirizzi di scuola superiore. Gli studenti seguono in percentuale significativa i consigli orientativi, ma la scuola non monitora in modo strutturato e sistematico i risultati delle proprie azioni di orientamento.

 


5          I processi gestionali e organizzativi

5.1        Orientamento strategico e organizzazione della scuola

Identificazione e condivisione della missione, dei valori e della visione di sviluppo dell’istituto. Capacità della scuola di indirizzare le risorse, umane, finanziarie e strumentali disponibili verso il perseguimento delle finalità dell’istituto. La missione è qui definita come la declinazione del mandato istituzionale nel proprio contesto di appartenenza, interpretato alla luce dall'autonomia scolastica. L’area è articolata al suo interno in quattro sottoaree: 1) Missione e visione della scuola – capacità della scuola di definire la propria identità (chi sono, chi posso servire, con quali servizi, con quali mezzi, con quali risultati) e di delineare una rappresentazione delle proprie prospettive; 2) Monitoraggio delle attività – uso di forme di controllo e monitoraggio delle azioni intraprese dalla scuola (es. griglie, raccolta dati, questionari, ecc.); 3) Organizzazione delle risorse umane – individuazione di ruoli di responsabilità e definizione dei compiti per il personale; 4) Gestione delle risorse economiche – assegnazione delle risorse per la realizzazione delle priorità.

 

Criterio di qualità

La scuola definisce la propria missione e la visione, monitora in modo sistematico le attività che svolge, individua ruoli di responsabilità e compiti per il personale in modo funzionale e utilizza in modo adeguato le risorse economiche.


Rubrica di valutazione

Situazione

della scuola

La missione e la visione della scuola non sono state definite oppure sono state definite in modo vago. Non sono presenti forme di monitoraggio delle azioni.

La definizione delle responsabilità e dei compiti tra le diverse componenti scolastiche è poco chiara o non è funzionale all'organizzazione delle attività. Le spese definite nel Programma annuale non sono coerenti con le scelte indicate nel Piano triennale dell'offerta formativa. Le risorse economiche destinate ai progetti non sono investite in modo adeguato.

1 - Molto critica

 

2

La scuola ha definito la missione e la visione, anche se sono poco condivise nella comunità scolastica e con le famiglie e il territorio. Il monitoraggio delle azioni è attuato in modo non strutturato.

E’ presente una definizione delle responsabilità e dei compiti tra le diverse componenti scolastiche, anche se non tutti i compiti sono chiari e funzionali all'organizzazione delle attività.

Solo alcune spese definite nel Programma annuale sono coerenti con le scelte indicate nel Piano triennale dell'offerta formativa. Solo una parte delle risorse economiche destinate ai progetti sono investite in modo adeguato.

3 - Con qualche criticità

 

4

La scuola ha definito la missione e la visione e queste sono condivise nella comunità scolastica, con le famiglie e il territorio. La scuola utilizza forme strutturate di monitoraggio delle azioni.

Responsabilità e compiti delle diverse componenti scolastiche sono individuati chiaramente.

La maggior parte delle spese definite nel Programma annuale sono coerenti con le scelte indicate nel Piano triennale dell'offerta formativa. La maggior parte delle risorse economiche destinate ai progetti sono investite in modo adeguato.

5 - Positiva

 

6

La scuola ha definito la missione e la visione e queste sono condivise nella comunità scolastica, con le famiglie e il territorio. La scuola utilizza in modo sistematico forme strutturate di monitoraggio delle azioni, che permettono di orientare le strategie e riprogettare le azioni. Responsabilità e compiti del personale sono individuati chiaramente e sono funzionali alle attività.

Tutte le spese definite nel Programma annuale sono coerenti con le scelte indicate nel Piano triennale dell'offerta formativa. Tutte le risorse economiche destinate ai progetti sono investite in modo adeguato.

7 - Eccellente

 

 

Orientamento strategico e organizzazione della scuola - Giudizio del Nucleo di Valutazione Esterna

Situazione della scuola PAIC862005

 

Punteggio 5 della Rubrica di valutazione

Motivazione del giudizio

 

La scuola ha definito la missione e la visione e queste sono in buona parte condivise nella comunità scolastica, con le famiglie e il territorio. La scuola sta avviando l’adozione di forme strutturate di monitoraggio delle azioni. Responsabilità e compiti delle diverse componenti scolastiche sono individuati chiaramente. La maggior parte delle spese definite nel Programma annuale sono coerenti con le scelte indicate nel Piano triennale dell'offerta formativa. La maggior parte delle risorse economiche destinate ai progetti sono investite in modo adeguato.

 


5.2        Sviluppo e valorizzazione delle risorse umane

Capacità della scuola di prendersi cura delle competenze del personale, investendo nella formazione e promuovendo un ambiente organizzativo per far crescere il capitale professionale dell’istituto. L’area è articolata al suo interno in tre sottoaree: 1) Formazione – azioni intraprese, finanziate dalla scuola o da altri soggetti, per l’aggiornamento professionale del personale; 2) Valorizzazione delle competenze - raccolta delle competenze del personale e loro utilizzo (assegnazione di incarichi, formazione tra pari, ecc.); 3) Collaborazione tra insegnanti – attività in gruppi di lavoro e condivisione di strumenti e materiali didattici.

Criterio di qualità

La scuola valorizza le risorse professionali, promuove percorsi formativi di qualità e incentiva la collaborazione tra pari.


Rubrica di valutazione

Situazione

della scuola

La scuola non promuove iniziative di formazione per il personale, oppure le iniziative attivate non sono in relazione ai bisogni formativi del personale o sono di scarsa qualità.

Le modalità adottate dalla scuola per valorizzare il personale non sono chiare e gli incarichi non sono assegnati sulla base delle competenze possedute.

Non sono presenti gruppi di lavoro composti da docenti, oppure i gruppi non producono esiti utili alla scuola. Gli insegnanti non condividono i materiali didattici.

1 - Molto critica

 

2

La scuola realizza iniziative formative di qualità sufficiente, che incontrano soltanto in parte i bisogni formativi del personale.

Le modalità adottate dalla scuola per valorizzare il personale non sempre sono chiare e soltanto in alcuni casi gli incarichi sono assegnati sulla base delle competenze possedute.

Nella scuola sono presenti gruppi di lavoro composti da insegnanti, anche se la qualità dei materiali o degli esiti che producono è disomogenea. Soltanto alcuni insegnanti condividono i materiali didattici.

3 - Con qualche criticità

 

4

La scuola realizza iniziative formative di buona qualità e che rispondono ai bisogni formativi del personale.

Le modalità adottate dalla scuola per valorizzare il personale sono chiare e la maggior parte degli incarichi sono assegnati sulla base delle competenze possedute.

Nella scuola sono presenti gruppi di lavoro composti da insegnanti, che producono materiali o esiti di buona qualità. La maggior parte degli insegnanti condivide materiali didattici di vario tipo.

5 - Positiva

 

6

La scuola realizza iniziative formative di qualità elevata, che rispondono appieno ai bisogni formativi del personale. Le modalità adottate dalla scuola per valorizzare il personale sono chiare e condivise e gli incarichi sono assegnati sistematicamente sulla base delle competenze possedute.

Nella scuola sono presenti più gruppi di lavoro composti da insegnanti, che producono materiali e strumenti di qualità eccellente. Tutti gli insegnanti condividono materiali didattici di vario tipo. I materiali didattici sono raccolti in modo sistematico.

7 - Eccellente

 

 


Sviluppo e valorizzazione delle risorse umane - Giudizio del Nucleo di Valutazione Esterna

Situazione della scuola PAIC862005

 

Punteggio 4 della Rubrica di valutazione

Motivazione del giudizio

 

La scuola aderisce ad iniziative di formazione e aggiornamento organizzate a livello di rete, anche se non raccoglie in modo strutturato le esigenze formative dei docenti. Vi è da approfondire la ricaduta delle attività formative sulla qualità e sull’organizzazione delle attività scolastiche. Le modalità adottate dalla scuola per valorizzare il personale sono abbastanza chiare. E’ in corso una riflessione sulla modalità di assegnazione degli incarichi sulla base delle competenze possedute. Nella scuola, la modalità di lavoro basata sui gruppi di docenti non è molto diffusa.

 


5.3        Integrazione con il territorio e rapporti con le famiglie

Capacità della scuola di proporsi come partner strategico di reti territoriali e di coordinare i diversi soggetti che hanno responsabilità per le politiche dell’istruzione nel territorio. Capacità di coinvolgere le famiglie nel progetto formativo. L’area è articolata al suo interno in due sottoaree: 1) Collaborazione con il territorio – promozione di reti e accordi con il territorio a fini formativi; 2) Coinvolgimento delle famiglie – capacità di confrontarsi con le famiglie per la definizione dell’offerta formativa e sui diversi aspetti della vita scolastica.

 

Criterio di qualità

La scuola svolge un ruolo propositivo nella promozione di politiche formative territoriali e coinvolge le famiglie nella definizione dell'offerta formativa e nella vita scolastica.

 


Rubrica di valutazione

Situazione

della scuola

La scuola non partecipa a reti e non ha collaborazioni con soggetti esterni, oppure le collaborazioni attivate non hanno una ricaduta concreta per la scuola.

Non si realizzano iniziative rivolte ai genitori e momenti di confronto con i genitori sull'offerta formativa.

1 - Molto critica

 

2

La scuola partecipa a reti e/o ha collaborazioni con soggetti esterni, anche se alcune di queste collaborazioni devono essere maggiormente integrate nella vita della scuola.

Si realizzano iniziative rivolte ai genitori, anche se le modalità di coinvolgimento non sempre sono adeguate.

3 - Con qualche criticità

 

4

La scuola partecipa a reti e ha collaborazioni con soggetti esterni. Le collaborazioni attivate sono integrate in modo adeguato con l'offerta formativa. La scuola è coinvolta in momenti di confronto con i soggetti presenti nel territorio per la promozione delle politiche formative. Si realizzano iniziative rivolte ai genitori e momenti di confronto con i genitori sull'offerta formativa. Le modalità di coinvolgimento dei genitori sono adeguate.

5 - Positiva

 

6

La scuola partecipa in modo attivo o coordina reti e ha collaborazioni diverse con soggetti esterni. Le collaborazioni attivate contribuiscono in modo significativo a migliorare la qualità dell'offerta formativa. La scuola è un punto di riferimento nel territorio per la promozione delle politiche formative.

Si realizzano iniziative rivolte ai genitori e momenti di confronto con i genitori sull'offerta formativa. I genitori partecipano attivamente alla definizione dell'offerta formativa. Le modalità di coinvolgimento dei genitori sono efficaci.

7 - Eccellente

 

 


Integrazione con il territorio e rapporti con le famiglie - Giudizio del Nucleo di Valutazione Esterna

Situazione della scuola PAIC862005

 

Punteggio 5 della Rubrica di valutazione

Motivazione del giudizio

 

La scuola partecipa a reti e ha collaborazioni con soggetti esterni. Le collaborazioni attivate sono integrate in modo adeguato con l'offerta formativa. La scuola è coinvolta in momenti di confronto con i soggetti presenti nel territorio per la promozione delle politiche formative. Si realizzano iniziative rivolte ai genitori e momenti di confronto con i genitori sull'offerta formativa. Le modalità di coinvolgimento dei genitori sono adeguate.

 


5.4        Riflessioni generali sulla scuola

 

 


Vincoli e opportunità del contesto emersi nel corso della valutazione esterna

I vincoli sono da collegare ad una situazione socio-economica non certo brillante, dovuta anche al progressivo abbandono del settore primario, che costringe molti abitanti a spostarsi verso l’area metropolitana per cercare opportunità di lavoro. D’altra parte, le comunità conservano una forte identità territoriale ed un attaccamento alle tradizioni religiose e culturali che costituiscono ancora un punto di forza.

 


Punti di debolezza della scuola emersi nel corso della valutazione esterna

1) La necessità di aggiornare e di implementare il curricolo verticale e di approfondire la riflessione sulla verifica degli apprendimento grazie all’introduzione di prove di Istituto in modo diffuso e sistematico. 2) La necessità di analizzare i processi in modo strutturato, dotandosi di strumenti di monitoraggio continuo al fine di verificare il raggiungimento degli obiettivi del PDM. 3) La non omogeneità nell’adozione di metodologie didattiche innovative e condivise.

 


Punti di forza della scuola emersi nel corso della valutazione esterna

1) Un forte senso di appartenenza alla comunità professionale, testimoniato anche dalla percentuale di stabilità del corpo docente e del personale ATA. 2) Una organizzazione amministrativa efficiente che mette a disposizione servizi generali di buona qualità. 3) L’attenzione diffusa all’accoglienza, alla personalizzazione e all’inclusività.

 


Elementi che potrebbero essere adoperati come leve per lo sviluppo

Come accade in molti piccoli centri ubicati in aree più o meno interne, la scuola costituisce un forte punto di riferimento per la comunità tutta e conserva la natura di centro fondamentale per lo sviluppo sociale. Facendo leva su tale elemento, e utilizzando al meglio le rilevanti risorse professionali presenti, la scuola dispone di forti potenzialità di miglioramento, che potranno essere sviluppate mantenendo intatti l’attenzione e l’impegno per la didattica, implementando i processi di monitoraggio, migliorando l’omogeneità nell’adozione delle opportune innovazioni didattiche.

 

 

6          Le priorità e gli obiettivi di miglioramento

 

6.1        Priorità

Partendo dalle priorità indicate dalla scuola nel RAV, il NEV indica se le scelte effettuate dalla scuola sono condivise, condivise in parte o non considerate rilevanti.  In quest’ultimo caso, il NEV può, eventualmente suggerire una nuova priorità in alternativa alla priorità individuata dalla scuola. Nel campo aperto, Indicazioni e motivazioni, i valutatori motivano la scelta di condividere, di condividere in parte o di non considerare rilevante la priorità che la scuola si è assegnata, e indicano le eventuali modifiche che ritengono di voler apportare alla priorità espressa dalla scuola, e/o la priorità che suggeriscono in alternativa a quella individuata dalla scuola.

 

Area

Priorità della scuola

Opinione del NEV

Indicazioni e Motivazioni del NEV

RISULTATI SCOLASTICI

RISULTATI PROVE STANDARDIZZATE

NAZIONALI

Potenziare il livello di qualità dei risultati scolastici.

3. non rilevante, non si suggerisce altra priorità in alternativa

Si rimanda all'allegato allo strumento 5.

COMPETENZE CHIAVE EUROPEE

Curare la fase progettuale di percorsi formativi e trasversali e i criteri di valutazione delle competenze disciplinari e interdisciplinari acquisite

3. non rilevante, non si suggerisce altra priorità in alternativa

Si rimanda all'allegato allo strumento 5.

RISULTATI A DISTANZA

 

 


Priorità suggerita in un’area non considerata dalla scuola

 

Il NEV può eventualmente suggerire una nuova priorità in un’area di esito non considerata dalla scuola.

Il NEV propone una nuova priorità quando ritiene che essa sia necessaria per il raggiungimento del miglioramento. Per la dimensione degli Esiti è possibile suggerire una sola priorità in una delle aree non considerate dalla scuola.

 

 

Area

Descrizione priorità e motivazioni del NEV

Il NEV non suggerisce altra priorità

------

 

 

6.2        Obiettivi

Partendo dagli obiettivi di processo indicati dalla scuola nel RAV, il NEV indica se le scelte effettuate dalla scuola sono condivise, condivise in parte o non considerate rilevanti. In quest’ultimo caso, il NEV può, eventualmente suggerire un nuovo obiettivo in alternativa all’obiettivo individuato dalla scuola. Nel campo aperto, Indicazioni e motivazioni, i valutatori motivano la scelta di condividere, di condividere in parte o di non considerare rilevante l’obiettivo che la scuola si è assegnata, e indicano le eventuali modifiche che ritengono di voler apportare all’obiettivo espresso dalla scuola, e/o l’obiettivo che suggeriscono in alternativa a quello individuato dalla scuola.

 

Area

Obiettivo della scuola

Opinione del NEV

Indicazioni e Motivazione del NEV

CURRICOLO PROGETTAZIONE E VALUTAZIONE

 

Realizzare una progettazione comune fra i diversi ordini di scuola dei diversi plessi per condividere obiettivi, processi ed esiti.

3. non rilevante, non si suggerisce altro obiettivo in alternativa

Si rimanda all'allegato allo strumento 5.

Curare la diffusione di schede progettuali condivise disciplinari/interdisciplinari e formulare adeguate rubriche di valutazione delle competenze .

3. non rilevante, non si suggerisce altro obiettivo in alternativa

Si rimanda all'allegato allo strumento 5.

AMBIENTE DI APPRENDIMENTO

 

INCLUSIONE E DIFFERENZIAZIONE

 

CONTINUITA' E ORIENTAMENTO

ORIENTAMENTO STRATEGICO

SVILUPPO RISORSE UMANE

 

Promuovere la formazione e la valorizzazione delle risorse umane interne e favorire una maggiore condivisione delle competenze specifiche dei docenti.

3. non rilevante, non si suggerisce altro obiettivo in alternativa

Si rimanda all'allegato allo strumento 5.

TERRITORIO E FAMIGLIE

 


Obiettivo suggerito in un’area non considerata dalla scuola

 

Il NEV può eventualmente suggerire un nuovo obiettivo in un’area di processo non considerata dalla scuola.

Il NEV propone alla scuola un nuovo obiettivo quando ritiene che esso sia necessario per il raggiungimento del miglioramento. Per la dimensione dei Processi è possibile suggerire un solo obiettivo in ciascuna delle aree non considerate dalla scuola.

 

Area

Descrizione obiettivo e motivazioni del NEV

Continuità e orientamento

Si rimanda all'allegato allo strumento 5.

 

 

6.3        Considerazioni conclusive per la scuola

Considerazioni di carattere generale formulate dal NEV che intendono essere di aiuto alla scuola per una migliore impostazione del percorso di miglioramento, in relazione agli elementi di forza e di debolezza riscontrati.

PRIORITA’ E TRAGUARDI Pur avendo apportato alcune modifiche nel RAV 2019 rispetto a quello degli anni precedenti, la scuola ha confermato la propria attenzione, per quanto concerne le priorità e i traguardi, su due aree: quella dei risultati delle prove standardizzate e quella delle competenze chiave europee. Per quanto concerne il primo aspetto, la scelta pare opportuna, tenuto conto delle problematiche rilevate e delle variazioni negli esiti che sono state rilevate negli ultimi anni. Si osserva, comunque, che la scuola dovrebbe cercare di definire meglio il o i traguardi, perché la formulazione inserita nel RAV 19 appare abbastanza generica e non consentirà di monitorare il progressiva avvicinamento ad un target (o a dei target) prestabiliti. Per quanto concerne, invece, le competenze chiave europee, la scuola ha evidenziato una difficoltà che risulta comune a molte altre istituzioni scolastiche e che è correlata alla mancanza di indicatori nazionali rispetto ai quali effettuare le comparazioni ed individuare perciò priorità e traguardi. Il NEV ha rilevato, quindi, che non sono stati elaborati indicatori di scuola; la formulazione della priorità si riferisce ad un generale processo di miglioramento delle competenze trasversali, che, seppur auspicabile, non costituisce una vera e propria “priorità”, ma una volontà di avviare un processo di definizione delle competenze su cui lavorare (si parla genericamente di competenze trasversali e interdisciplinari). Sarebbe quindi opportuno approfondire la riflessione sulle competenze chiave, individuando non solo quelle oggetto delle azioni di miglioramento, ma anche gli strumenti per rilevarle e valutarle. Solo in questo modo si potranno poi esprimere correttamente priorità e traguardi per tale area. OBIETTIVI DI PROCESSO Mentre nel RAV 2018 erano state individuate le aree “Curricolo, progettazione e valutazione” e “Sviluppo e valorizzazione delle risorse umane” nelle quali erano inseriti i 3 obiettivi di processo elaborati, nel RAV 2019 è stata confermata la prima area, ma poi si è scelto di focalizzare l’attenzione sull’area “Ambienti di apprendimento”. Per la prima area, la scelta appare condivisibile; i primi 2 obiettivi risultano infatti coerenti con gli esiti dell’autoanalisi. Come accennato in precedenza, è auspicabile che l’obiettivo n.3, concernente le competenze trasversali, venga correlato con la priorità n.2, al fine di definire meglio sia la/le competenza/e su cui focalizzare l’attenzione, sia i metodi/strumenti di rilevazione/valutazione. L’obiettivo 4 risulta condivisibile. Il NEV, anche a seguito delle interlocuzioni svolte in occasione della visita, suggerisce anche di approfondire l’area dell’orientamento in uscita, aggiungendo uno specifico obiettivo di processo concernente l’elaborazione di un sistema di verifica e monitoraggio dei risultati degli studenti della secondaria di primo grado nel passaggio al secondo ciclo.

 

7.0        Note aggiuntive:

Nessuna nota.

Allegato al Rapporto di Valutazione esterna

 

Rapporto di Valutazione Esterna relativo a PAIC862005. Generato su Piattaforma ATRIO in data: 15-12-2019 10:09:19.
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